Fonti e ricerche per una storia dell' internetworking in Italia

Dalla CEP - Calcolatrice Elettronica Pisana - alle Reti

[a cura di http://cctld.it 04 Agosto 2008 versione sommaria 1.96

inserito il quadro 6. Una nota sulla Olivetti il 9 Febbraio 2011]

0. Index

  • 1. La visione
  • 2. Il Carteggio Fermi-Avanzi
  • 3. Le Azioni
    • Le Azioni - Cronologia essenziale
  • 4. Gli uomini
    • Comitato Direttivo
    • Comitato Esecutivo Macchina Ridotta 1955-1957
    • Centro Studi Calcolatrici Elettroniche
  • 5. Le macchine
    • 5.1 La Macchina Ridotta
    • 5.2 La Calcolatrice Elettronica Pisana
  • 6. Una nota sulla Olivetti
    • 6.1 Gli uomini
    • 6.2 Le macchine
    • 6.3 Alcune citazioni di sfondo
      • 6.3.1 Il gioco delle parti : il ruolo dell' imprenditore
    • 6.4 L' "affaire Olivetti"
      • 6.4.1 Il gioco delle parti : il ruolo del sistema
      • 6.4.2 L' occasione perduta
    • 6.5 A futura memoria
    • 6.6 Bibliografia essenziale
  • 7. Internetworking
    • 7. 1.INTERCONNESSIONE DI MACCHINE, DI RETI - ARPAnet
    • 7.2. INTERCONNESSIONE DI MACCHINE, DI RETI - TCP/IP
    • 7.3. INTERCONNESSIONE DI MACCHINE, DI RETI - DNS
      • 7.3.1 Corrispondenza DIST-UniGE e CNUCE @ sri-nic.arpa per il ccTLD "IT"
      • 7.3.2 Il NIS GARR
      • 7.3.3 Sinottica CEP ~ CSCE ~ CNUCE ~ IEI ~ ISTI ~ IAT ~ IIT ~ ccTLD "IT"
  • 8. I futuri generati dalla CEP e dal CSCE
  • 9. Iconografia
  • 10. Biografie
  • 11. Fonti e ricerche per una storia dell' internetworking in Italia
  • 1. La visione

    Bernardini
    Conversi
    Fermi
    Salvini
    • [...] Le origini del Centro di Studi sulle Calcolatrici Elettroniche [...] si riconnettono ad un suggerimento dato da Enrico Fermi a Varenna, nel luglio del 1954, poco prima che Egli ci lasciasse per sempre.
    • Come ebbe a dire il prof. Racah in un seminario tenuto circa tre anni or sono all'Istituto di Fisica dell'Università di Pisa, fu questo l'ultimo dono lasciato da Fermi in eredità all'Italia.
    • Fu il dono di un'idea semplice ma feconda, che per merito di un gruppo di giovani ricercatori si è poi concretata nella realizzazione di una grande macchina elettronica, oggi ammirata anche da esperti stranieri per l'originalità e la flessibilità della sua struttura logica.
    • "ll Centro studi sulle calcolatrici elettroniche della Università di Pisa"
    • Inaugurazione dell’anno accademico 1961-62, 13 novembre 1961
    • Lezione tenuta dal prof. Marcello Conversi
    • già Direttore dell’Istituto di Fisica
    • Presidente del comitato direttivo del Centro
    • Siamo nel 1954 a Varenna, nel mese di Agosto […] Ma questo non fu il solo consiglio di Fermi in quelle magiche giornate.
    • Infatti il concorso tra molte citta' italiane con la scelta di Frascati sveva lasciato un residuo spendibile per la ricerca in nuove iniziativave.In questa situazione erano in particolare le provincie di Pisa e di Lucca.
    • Fermi esamino' insieme a Gilberto Bernardini e a Marcello Conversi il problema, fondi disponibili ed intenzioni, ed infine il Suo consiglio fu preciso:
    • " Fate con questi fondi un calcolatore elettronico".
    • Inizio' anche da questo suggerimento, che Marcello Conversi colse al volo, l' attivita' italiana sui calcolatori elettronici, a Pisa, poi a Bologna ed a Roma.
    • Giorgio Salvini
    • "Enrico Fermi il Maestro sperimentale e teorico del secolo ora trascorso"
    • Alcuni ricordi personali
    • in Societa' Italiana di Fisica "Fermi Maestro e Didatta" pgg. 21-22
    • 2 Luglio 2001 Villa Monastero Varenna

    2. Il Carteggio Fermi-Avanzi

    Fermi
    Avanzi

    3. Le Azioni

    • [...] L' autorevole opinione di Fermi contribui' indubbiamente a rendere piu' rapide le deliberazioni del consiglio di Amministrazione della Universita'.
  • Gianfranco Capriz Spigolature dalla storia del Calcolo Automatico
  • 29 Aprile 1975 Archivio ISTI Nota Interna B75-19
  • 3.1. Le Azioni - Cronologia essenziale

    Agosto 1954 Incontro Bernardini Conversi Salvini con Fermi
    11 Agosto 1954 Lettera Fermi
    26 Agosto 1954 Risposta Avanzi
    4 Ottobre 1954 Riunione a Pisa con Amministrazioni locali
    16 Ottobre 1954 Decreto assegnazione finanziamento a Conversi
    Novembre 1954 Incarico esplorativo a Caracciolo di Forino
    20 Gennaio 1955 Decisione costruzione CEP
    9 Marzo 1955 Prima riunione Commissione Mista
    18 Aprile 1955 Istituzione CSCE
    7 Maggio 1955 Sigla convenzione Universita' di Pisa-Olivetti
    1955-1958 Macchina Ridotta
    1958-1960 Calcolatrice Elettronica Pisana
  • Franco Denoth
  • I primi calcolatori: la CEP pisana
  • in AA.VV. "50 anni di informatica in Italia" PRISTEM STORIA, Bocconi, 2005, pg. 67
  • 4.1. Gli uomini - Comitato Direttivo

    Conversi
    Faedo
    Tiberio
    • Per la Calcolatrice fu costituito un Comitato,presieduto da Conversi, di cui facevano parte Alessandro Faedo per la Matematica e Ugo Tiberio per l' Elettronica.
    • Pochi anni dopo Faedo sarebbe divenuto Rettore dell' Universita' di Pisa e avrebbe assunto un ruolo determinate per gli ulteriori sviluppi dell' Informatica nazionale.
  • Franco Denoth
  • I primi calcolatori: la CEP pisana
  • in AA.VV. "50 anni di informatica in Italia" PRISTEM STORIA, Bocconi, 2005, pg. 62
  • 4.2. Gli uomini - Comitato Esecutivo Macchina Ridotta 1955-1957

    Caracciolo
    Cecchini
    Fabri
    Gerace
    Sibani
    • The core group of the designers included Alfonso Caracciolo di Forino, Giovan Battista Gerace, Giuseppe Cecchini, Sergio Sibani, and Elio Fabri, making all five Italian pioneers of computer science.
  • DE MARCO, MAINETTO, PISANI, SAVINO
  • The Early Computers of Italy
  • IEEE Annals of the History of Computing, Vol. 21, No. 4, 1999 pg. 32
  • 4.3. Gli uomini - Centro Studi Calcolatrici Elettroniche

    SEZIONE INGEGNERIA
    • Dott. Braito Dario (INFN distaccato al C.S.C.E.)
    • Dott. Ing. Cecchini Giuseppe (S.p.A. Olivetti distaccato al C.S.C.E)
    • Dott. Denoth Franco (INFN distaccato al C.S.C.E.)
    • Dott. Ing Falleni Mauro (INFN distaccato al C.S.C.E)
    • Dott. Ing. Gerace Giovanni Battista (INFN distaccato al C.S.C.E.)
    • Dott. Ing. Pistelli Luigi (INFN distaccato al C.S.C.E.)
    • Dott. Ing. Sabbadini Vladimiro (S.p.A. Olivetti distaccato al C.S.C.E)

    SEZIONE LOGICO-MATEMATICA

    • Dott. Abate Elisabetta (INFN Sez. di Milano distaccata al C.S.C.E.)
    • Dott. Andreassi gabriele (INFN Sottosez. di Trieste distaccata al C.S.C.E.)
    • Dott. Andronico Alfio (C.S.C.E.)
    • Dott. Benvenuti Piero (C.S.C.E.)
    • Prof. Bohm Corrado (INAC)
    • Dott. Caracciolo di Forino Alfonso (INFN distaccato al C.S.C.E.)
    • Dott. Di Cola Giulio (INFN distaccato al C.S.C.E.)
    • Dott. Fabri Elio (INFN distaccato al C.S.C.E.)
    • Dott. Guerri Luciano (INFN distaccato al C.S.C.E.)
    • Dott. Mancino Otello (C.S.C.E)
    • Dott. Menconi Mario Gianpiero (C.S.C.E.)
    • Dott. Monterosso Riccardo (C.S.C.E.)
    • Dott. Romé Marisa (INFN distaccata al C.S.C.E.)
  • G.B. Gerace, A. Caracciolo di Forino Relazione CSCE, 14 Aprile 1960
  • [ 4.3.1 da sx pp: Presidente della Repubblica Gronchi, Cecchini, Caracciolo ]

    [ 4.3.2 da sx pp: Faedo, Caracciolo, Gronchi]

    [ 4.3.3 da sx pp: Gerace, Gronchi, Faedo]

    [ 4.3.4 da sx : Andronico, Rigobon]

    [ 4.3.5 Andronico e Capriz illustrano il sistema al Ministro Pedini, in seconda fila Faedo, in terza Grossi ]

    5. Le macchine

    Caracciolo
    Conversi
    De Finetti
    Faedo
    Gerace
    • [...] Il giudizio unanime di quanti si informavano della situazione in Italia e sentivano che avevamo l' intenzione di "comprare o acquistare" una macchina per l ' INAC si esprimeva con l' esclamare (senza essere richiesti di un parere) :
    • "Build!, You must build your computer yourselves [...]
  • Bruno de Finetti "Symposium on automatic digital computation", 1953
  • come citato da Corrado Bonfanti "L' informatica italiana compie cinquant' anni"
  • in 50 anni di informatica in Italia Pristem/Storia 2005 " pg. 12
    • [...] E' opportuno precisare che le macchine elettroniche di cui stiamo parlando, chiamate spesso calcolatrici "numeriche" o "a cifre", possiedono un carattere di universalità di applicazioni che le differenziano profondamente dalle calcolatrici elettroniche di tipo analogico. [...]
    • La risoluzione di un problema di calcolo qualsiasi, comunque complesso, può sempre ridursi ad una successione più o meno laboriosa di operazioni elementari.
    • [...] La macchina CEP del Centro di Pisa è una calcolatrice elettronica di questo tipo universale studiata particolarmente in vista di applicazioni a problemi di carattere scientifico.
    • [...] Per mettere ulteriormente in luce la potenziale vitalità scientifica di un Centro del tipo di quell o sorto qui a Pisa è opportuno, da ultimo, accennare ad uno almeno degli aspetti dell'automazione elettronica che possiedono un intrinseco interesse speculativo da contrapporre in un certo senso a quello eminentemente applicativo esaminato finora.
    • Riconettendosi alle possibili relazioni da stabilire tra il mondo dei fenomeni fisici e quello dei fenomeni biologici, questo aspetto si inquadra nella dottrina di recente origine cui lo stesso fondatore, Norbert Wiener, ha dato il nome di "Cibernetica". Nonostante gli sforzi compiuti da fisiologi, biologi, biofisici, la nostra conoscenza del processo del "pensare" è oltremodo limitata.
    • Sappiamo invece che un simile processo comporta, in particolare, la possibilità di immagazzinare dell'informazione, di ritenerla o di estrarla al momento opportuno e che ai miliardi di cellule nervose contenute nel cervello umano è dovuta tale possibilità.
    • La struttura di queste cellule ed alcune loro proprietà sono anche relativamente ben noto al fisiologo, ma il modo in cui l'informazione è elaborata nel cervello ci è sostanzialmente sconosciuto: non sappiamo, per esempio, in quale modo le miriadi di cellule nervose sono interconesse, sì da permetterci di fare ciò che desideriamo.
    • Dobbiamo perciò rinunciare a dare del pensiero una definizione con l'intendimento di riprodurre, più o meno fedelmente, gli sconosciuti processi che intervengono nel cervello umano.
    • E' facile convincersi, ciò nonostante, che processi elementari tipici del pensiero, come per esempio apprendere e ritenere delle informazioni, estrarle al momento opportuno, scegliere tra due alternative, e così via, possono essere efficientemente eseguite da una calcolatrice automatica. In questo senso ristretto non sembra errato affermare che una macchina del genere "pensa".
  • "ll Centro studi sulle calcolatrici elettroniche della Università di Pisa"
  • Inaugurazione dell’anno accademico 1961-62, 13 novembre 1961
  • Lezione tenuta dal prof. Marcello Conversi
  • già Direttore dell’Istituto di Fisica
  • Presidente del comitato direttivo del Centro
    • […] Infatti qui a Pisa e' stata inaugurata la C.E.P. (Calcolatrice Elettronica Pisana), realizzata dal C.S.C.E. [Centro Studi Calcolatrici Elettroniche, NDR] del C.N.R. presso l' Universita' di Pisa; tale continua la ricerca in questo campo, che abbraccia la logica e la tecnica dei calcolatori elettronici, tenendo accesa una fiaccola tanto piu' significativa oggi che l' industria italiana ha dovuto praticamente cedere il campo di fronte ai colossi internazionali.
    • Alessandro Faedo
    • Inaugurazione del XXI Congresso Nazionale di Filosofia 22 Aprile 1967
    • ATTI, Edizioni di Filosofia - Torino, 1967 Vol. III, pgg. 12-13
    • Nel 1954 Enrico Fermi, cui ci eravamo rivolti per avere un consiglio sul modi di utilizzare una somma messa a disposizione dell' Universita' di Pisa dagli enti locali, ci disse deciso: costruitevi un calcolatore elettronico.
    • Inizialmente io capii soltanto che cosi' ne avremmo ottenuto uno piu' potente di quelli disponibili a quel prezzo sul mercato.
    • Dopo quattro anni di lavoro in cui, con Conversi e Tiberio, portammo a terrmine la costruzione della CEP, avevo capito due cose di importanza fondamentale, non prevedibili all' inizio:
    • 1) Che il principale risultato non era tanto la costruzione del Calcolatore, quanto la creazione di un gruppo di ricercatori che studiasse i problemi di questa nuova scienza
    • 2) Che l' evolversi delle tecnologie avrebbe rapidamente reso obsoleto, rispetto ai prodotti del mercato, qualunque tipo di calcolatori che si fosse costruito.
    • Alessandro Faedo
    • XXV Anniversario della fondazione del CNUCE 15 Luglio 1990 ATTI pg. 5
    • L' attivita' di progettazione e realizzazione sia dell' hardware che del software aveva, pero', creato a Pisa degli interessi e delle competenze che si articolarono nel Centro Studi Calcolatrici Elettroniche (CSCE) principalmente intorno a due figure:
      • quella di Alfonso Caracciolo di Forino specialmente per quanto riguardava linguaggi e problemi di programmazione e
      • quella di G.B. Gerace, specialmente per quanto riguardava gli studi relativi alla progettazione delle reti logiche e alla microprogrammazione.
    • […] Vale comunque la penna sottolineare come il gruppo pisano avvii e realizzi un progetto di un sistema integrato di elaborazione, che include non solo la realizzazione dell' hardware, ma anche quella del software, tenendo conto dell' interazione fra i due, fino ad arrivare ad un compilatore FORTRAN.
  • Paolo Ercoli Sviluppo della cultura informatica: Roma e Pisa
  • in [a cura di Anna Cuzzer] La cultura informatica in Italia
  • Riflessioni e Testimonianze sulle origini 1950-1970
  • BOLLATI BORINGHIERI, 1993, pgg. 46-47
  • 5.1. La Macchina Ridotta

    5.2. La Calcolatrice Elettronica Pisana

    6. Una nota sulla Olivetti

    [ Versione sommaria 0.91 09 febbraio 2011 ]

    .

    La mitica stagione della Calcolatrice Elettronica Pisana e del suo team di sviluppo, il Centro Studi Calcolatrici Elettroniche, si rivelera' fecondissima non solo per il calcolo scientifico e per il coinvolgimento dello Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN (senza dimenticare il costume di relazioni internazionali - Gerace con Kilburn e Wilkes, Pisa con Manchester...).

    Altro denso capitolo sara' quello della interazioni fra il CSCE e la Olivetti, che innerva con proprio personale il team CEP, mentre sviluppa i pionieristici calcolatori commerciali (classe ELEA) presso il coevo e prossimo Laboratorio di Ricerche Elettroniche LRE diretto dal leggendario Mario Tchou a Barbaricina [in seguito il team si trasferira' alla sede di Borgolombardo , quindi di Pregnana Milanese.

    La Calcolatrice Elettronica Pisana e la ELEA Olivetti condividono il primato di originarie calcolatrici elettroniche intieramente progettate sviluppate e "lavorate" in Italia , con risultato di eccellenza nelle categorie rispettive ["scientifica", "commerciale", come si diceva ai tempi] di concorrenza planetaria.

    Ritorna rapsodicamente il tema delle "occasioni perdute" in Italia : tecnologiche, industriali, civili e di sistema.

    Chi voglia percepirne la concatenazione strutturale non puo' prescindere dallo studio della "madre di tutte le occasioni perdute" nel settore elettronico, pervasivamente cruciale di ogni ricerca operativa : l' affaire Olivetti.

    6.1 Gli Uomini

    Team ELEA

    Da sinistra a destra e dal basso in alto:
    • inginocchiati : Lucio Boriello, Simone Fubini, Ottavio Guarragino, Gianfranco Raffo
    • in piedi: Giuseppe Calogero, Franco Filippazzi, Mario Tchou, Remo Galletti, Paolo Grossi, Sergio Sibani [in visita], Giorgio Sacerdoti
    • Note :
      • In questa immagine manca Pier Giorgio Perotto
      • in corsivo grassetto i componenti del nucleo originario

    Team LRE

    Da sinistra a destra e dal basso in alto:
    • in prima fila: Giancarlo Galantini, Giorgio Maddalena, Giorgio Sacerdoti, Mario Tchou, Ettore Sottsass Jr.;
    • in seconda fila: Remo Galletti, Franco Filippazzi, Edmund Schreiner, Paolo Grossi, Giuseppe Calogero;
    • in terza fila: Gianni Bertolini, Giampiero Riannetti, Pier Giorgio Perotto, Gianfranco Raffo, Sergio Benvenuti;
    • in quarta fila: Sergio Sibani, Martin Friedmann, Simone Fubini, Mariano Speggiorin, Sante Caenazzo;
    • in quinta fila: Douglas Webb, Ottavio Guarracino, Giuseppe Tarchini, Amedeo Cerrai, Lucio Libero Borriello, Albano Guzzetti.

    6.2 Le Macchine

    Sistema ELEA (1959)

    Linea di produzione dell' ELEA 9003 (Borgolombardo, 1960)

    Il Progetto di Le Corbusier per la "Grande Pregnana"

    6.3 Alcune citazioni di sfondo

    6.3.1 Il gioco delle parti : il ruolo dell' imprenditore

    .

    La funzione dell' imprenditore consiste appunto, essenzialmente, nell' individuare e realizzare nuove possibilita'.

    Questa funzione di guida economica si realizza in una serie di compiti che possiamo raggruppare nei seguenti tipi:

    • 1. Creazione e realizzazione di nuovi prodotti o di nuove qualita' di prodotti;
    • 2. Introduzione di nuovi metodi di produzione;
    • 3. Creazioni di nuove organizzazioni nell' industria [per esempio "trustificazione"];
    • 4. Apertura di nuovi mercati di sbocco;
    • 5. Apertura di nuove fonti di approvvigionamento
  • Joseph Alois Schumpeter
  • Unternehmer, 1928
  • in L' Imprenditore e la storia dell' impresa pag. 21
  • Bollati Boringhieri Torino 1993
    • L' "ottimo tecnologico" dell' ingegnere si dimostra spesso semplicemente il metodo che sarebbe opportuno adottare se l' offerta di capitale fosse illimitata, o il saggio di interesse fosse pari a zero, una situazione, questa,in cui sarebbe effettivamente giustificato mirare al piu' alto saggio possibile, di trasformazione dell' input corrente in output corrente (…)
    • In altre parole, l' ideale dell' ingegnere si basa sul fatto di ignorare il problema economico fondamentale, che determina la nostra situazione "hic et nunc": la scarsita' di capitale (…)
    • Le sue (del commerciante) specifiche conoscenze sono quasi interamente conoscenze relative a circostanze particolari di tempo o di luogo, o, forse,cio' che egli conosce e' una tecnica atta ad accertare queste circostanze in un determinato campo.
  • Friedrich von Hayek
  • come citato da G. Sacerdoti e F. Ranci "Aspetti industriali della informatica italiana"
  • in [a cura di] Anna Cuzzer La Cultura Iinformatica In Italia
  • Riflessioni e testimonianze sulle origini 1950-1970
  • Fondazione Adriano Olivetti ed. Bollati Boringhieri - Torino, 1993, pgg. 112-113
    • Ho inteso varie volte giustificare lo sviluppo preso dale ricerche scientifiche presso altre grandi nazioni col fatto che in tali nazioni l' industria, essendo piu' ricca che da noi, puo' permettersi di finanziare abbondantemente le ricerche.
    • Ma ci si potrebbe forse domandare se per avventura il ragionamento non possa essere rovesciato, e se non si debba invece attribuire la floridezza dell' industria in alcune grandi nazioni, in parte almeno, al fatto che quegli industriali hanno avuto il tempestivo coraggio di finanziare le ricerche da cui le loro rispettive industrie hanno tratto vitali elementi di prosperita'.
    • Guglielmo Marconi
    • Insediamento solenne del Consiglio Nazionale delle Ricerche, 1935
    • come citato da Giovanni Paoloni "L' imprenditore e il bottegaio. 2 categorie dello spirito economico"
    • in 50 anni di informatica in Italia Pristem/Storia 2005 " pgg. 179-180

    6.4 L' "affaire" Olivetti..

    6.4.1 Il gioco delle parti : il ruolo del sistema

    .

    • [...] per l' Olivetti il vero punto di forza restavano pero' le macchine per ufficio (macchine per scrivere, da calcolo e contabili, mobili, ecc.) : nel 1964 il 27 % del mercato mondiale delle macchine per scrivere standard, il 20 % di quello delle macchine portatili e il 33 % di quello delle macchine addizionatrici erano suoi.
    • Dell' Olivetti era poi in particolare, sempre per quanto riguarda le produzioni tradizionali, il 90 % del mercato italiano, il 30 % di quello europeo e sudamericano, mentre in Spagna e in Messico la societa' aveva quasi il monopolio.
    • Tutto questo era stato conseguito senza aver mai fatto ricorso alla tecnica, allora gia' collaudata dalla quasi totalita' delle grandi aziende italiane, di ottenere contributi, diretti o indiretti, dallo Stato.
    • Per restare nel settore elettronico, era anzi accaduto che in verie occasioni i grandi enti, le societa' delle partecipazioni statali, a parita' di condizioni, avevano preferito ordinare i calcolatori IBM.
    • Questo, proprio mentre gli organismi federali americani rofiutavano di acquistari i prodotti della Underwood, la consociata americana della Olivetti negli Stati Uniti, perche' "straniera".
    • Lorenzo Soria
    • Informatica : un' occasione perduta
    • La divisione Elettronica dell' Olivetti nei primi anni del Centrosisinstra
    • Einadi 1979, pag. 15
    • Attualmente possiamo considerarci allo stesso livello [dei nostri concorrenti] dal punto di vista qualitativo. Gli altri però ricevono aiuti enormi dallo Stato.
    • Gli Stati Uniti stanziano somme ingenti per le ricerche elettroniche, specialmente a scopi militari. Anche la Gran Bretagna spende milioni di sterline.
    • Lo sforzo della Olivetti è relativamente notevole, ma gli altri hanno un futuro più sicuro del nostro, essendo aiutati dallo Stato.
  • Mario Tchou
  • intervistato da A. COEN
  • "Come è nata anche in Italia una grande calcolatrice elettronica"
  • Paese Sera, 18/11/1959
  • .

    6.4.2 L' occasione perduta

    .

    • Si succedono, a breve distanza, eventi drammatici : Adriano Olivetti, sostenitore e propulsore dell' elettronica,, muore improvvisamente nel 1960 e un anno dopo avviene altrettanto per Mario Tchou, in un incidente d' auto.
    • Successivamente, siamo nel 1963, l' Olivetti incontra serie difficolta' economiche. La ragione principale e' una stagnazione imprevista del mercato mondiale, ma ci sono anche i forti indebitamenti in perticolare a causa dell' operazione Underwood.
    • Questa antica marca americana di macchine da ufficio era stata acquisita dall' Olivetti alla fine degli anni '50 come testa di ponte negli Stati Uniti, ma costituiva un continuo drenaggio di risorse. La situazione finanziaria dell' azienda diventa pesante e la famiglia Olivetti, che detiene la maggioranza delle azioni, e' costretta a chiedere interventi dall' esterno.
    • Nel 1963, entra nel capitale Olivetti il cosiddetto gruppo di intervento : si tratta di grandi industriali e banchieri : FIAT, Pirelli, Mediobanca, IMI, La Centrale.
    • Il Gruppo di intervento ha subito un' idea ben precisa sul da farsi : la parte elettronica e' un peso e un intralcio per il resto dell' azienda.
    • Durante l' Assemblea degli azionisti FIAT dell' Atrile 1964, il presidente Vittorio Valletta dichiara : "La societa' di Ivrea e' strutturalmente solida e potra' superare senza grosse difficolta' il momento critico, sul suo futuro pende pero' una minaccia, un neo da estirpare: l' essersi inserita nel settore elettronico".
    • Alle parole seguono rapidamente i fatti : nell' agosto 1964 il "neo" viene estirpato, vendendo (o meglio, svendendo) la Divisione Elettronica alla General Electrics.
    • Franco Filippazzi
    • ELEA : storia di una sfida industriale
    • in "La nascita dell' informatica in Italia"
    • Polipress, 2004, PAGG. 103-104
    • Ma allora, se entriamo nei problemi, ci si accorge per prima cosa che in Italia, ma non solo in Italia, si e' preferito investire di piu' nell' innovazione di processo che in quella di prodotto.
    • Si e' preferito cioe' innovare cose vecchie, importando tecnologie straniere, che fare cose nuove rischiando di sbagliare
    • [...] Bisogna promuovere, da un lato, una politica che rilanci l' innovazione di prodotto e, dall' altro, una che sviluppi quei settori strategici della economia (dalla informatica alla microelettronica, dalle tecnologie energetiche alle biotecnologie) che per miopia e per subalternita' agli interessi di altri paesi la classe dirigente italiana ha impedito si sviluppassero adeguatamente.
    • Si ricordi ad esempio la liquidazione fisica di Enrico Mattei e del primo laboratorio Olivetti, nonche' quella morale di Felice Ippolito.
    • G.B. Gerace "L' onda lunga della ristrutturazione", 9 luglio 1982
    • Il problema e' che, anche se qualcuno avesse avuto a cuore la buona sorte della Olivetti, o addirittura lo sviluppo del paese, da nessuna parte si era ancora capito il futuro dell' elettronica,
    • nonostante il fatto che era gia' cominciato.
  • Giorgio Sacerdoti e Francesco Ranci "Aspetti industriali della informatica italiana"
  • in [a cura di] Anna Cuzzer La Cultura Iinformatica In Italia
  • Riflessioni e testimonianze sulle origini 1950-1970
  • Fondazione Adriano Olivetti ed. Bollati Boringhieri - Torino, 1993, pg. 144
    • Nel 1996, subentrato a De Benedetti nella proprieta' dell' impresa, l' imprenditore mantovano Roberto Colaninno provvide ad avviare risolutamente la sua trasformazione in contenitore finanziario, da utilizzare per attivita' del tutto estrinseche alla sua vocazione e cultura industriale. Il suo principale contenuto sarebbe stata la Telecom.
    • L' uscita dalla produzione di computer fu ratificata nel 1997. La bella avventura informatica della Olivetti era finita, e con essa l' industria informatica italiana.
    • Il 12 Marzo 2003 il marchio Olivetti venne cancellato dal marchio delle imprese italiane quotate in borsa ad opera di un finanziere milanese, tal MarcoTronchetti Provera, suo ultimo proprietario. Motivo? Aveva bisogno di accorciare la catena di societa' finanziare che controllano la Telecom.
    • La Olivetti era un anello superfluo.
    • Luciano Gallino "La scomparsa dell' Italia industriale"
    • Torino, Einaudi, 2003, pg. 27

    6.5 A futura memoria

    P.S. Una traccia a futura memoria . Il concorso di una esposizione finanziaria (comunque congiunturale per ciclo di mercato e rispetto al valore della azienda, secondo le analisi di Filippazzi, Sacerdoti e Ranci) e della traumatica coeva caduta di due leader come Adriano Olivetti (collante nel cartello familiare d' azionariato) e di Mario Thou (collante nella divisione elettronica rispetto alla originaria "ala meccanica" dell' azienda) - lasciarono il destino dell' azienda alla mano visibile di tutte le dimissioni strategiche del sistema Italia in tema di risorse e innovazione.

    Accenniamo, nei limiti da scontare di questo inciso, che sul design elettronico Olivetti non convenne mai (tantomeno in fine) alcuna solidarieta', ovviamente.

    E' ben documentata una singolarissima e rivendicata preveggenza ma pure alterita' di visione, rispetto ai contesti locali economici culturali e politici, della intrapresa - e pure del suo leader : la sua militanza politico-culturale ...

    • "Comunita'" : Movimento Politico di un solo parlamentare ...
    • "Comunita'" : Casa editrice di titoli e dibattiti altrimenti mai distribuiti in Italia ...
    • "Comunita'" aziendale ma pure ben innervata e centrata sul territorio, in linea con lo scarno ma fecondo filone federalista che si diparte da un altro "Gran Lombardo" : Carlo Cattaneo

    ... fu, nel contesto geopolitico di quel tempo , assolutamente fuori l' ordine del giorno del gioco ideologico nostrano , e sostanzialmente antagonista -proprio "by design"- agli intrecciati establishment statuali.

    Cosiccome emarginata la sua conseguente ed appassionata e spregiudicata vocazione ad autonome relazioni sindacali, industriali, non solo locali

    Vedi ad esempio a livello internazionale la accennata acquisizione Underwood a ponte di un rischioso (e pagato) disegno di penetrazione di quel mercato dove il sistema paese da lustri investiva importanti commesse civili e militari alla industria informatica propria ; in Italia, negli anni di cui si parla, IBM gestiva il 70 per cento del mercato dei calcolatori elettronici, e l' unico ELEA in P.A. l' ebbe il Ministero del Tesoro : in dono : da Adriano Olivetti.

    ---

    Questa nota si conclude proprio "a futura memoria" segnalando che a partire dalla consunzione dell' affaire Olivetti data un irresponsabile gioco e stile politico, standard ormai nella attuale generazione politica (terza dall' ultimo dopoguerra - e "seconda repubblica", come dicono con molto humour , ancor oggi, i suoi alternanti e poco coevei governi, le sue alternanti e scivolose opposizioni).

    Soggetti tutti di una classe politica unanime nel "perdere le occasioni" delle innovazione tecnologiche che sarebbero in vece ben feconde sia per la "amminstrazione dello stato" che per la sruffianata e citatissima "societa' civile".

    La quale "societa' civile"

    • sempre meno "fa' politica" nelle urne delegando, intermediando ;
    • sempre piu' fa' politica , in modo scomposto contraddittorio acerbo - comunque "fa' politica" in rete disintermediata

    (E quando la curva declinante dell' affezione elettorale e quella montante della partecipazione telematica s' incidono , cosa succede d' altro , in sociologia, che frizione, conflitto ?)

      Alcuni capitoli "di scuola" in questo amaro libro nero di vacanza istituzionale strategica proprio sul cimento di risorse-innovazione : elettricita', fusione calda e fredda, petrolio e chimica ... e quella roba in fine che non e' materia, non e' energia [Wiener] ma e' una risorsa [Gerace} e si chiama informazione ... elettronica ... distribuita).

      2 + 2 + fa' 4 e quindi salta fuori una concatenazione strutturale di occasione perdute (ma qualcuno ci ha guadagnato - ogni volta e sempre) : per cio' da dizionario d' altro non si puo' parlare che di dimissioni di responsabilita', di irresponsabilita' :

    • la privatizzazione Telecom, compresa di ultimo miglio costituito e innervato in partecipazione statale;
    • il ritardo di una generazione secca a cogliere le opportunita' di proficui investimenti e volani sulle articolazione inter-net-working delle elettronica;
    • la irriducibile consuetudine amministrativa a commissionare irrazionalmente e a creare authority in vece di regole [questa e' molto trendy e postmoderna : e un filino medievale e tribale] e carrozzoni parapolitici [questa no, qui si torna coi piedi per terra, questa e' moderna : qui gira la grana] : tale e' la vicenda della elettronica nello Stato - in vece che ri-conoscere "il lavoro e il capitale", "la produzione e il mercato", d' un' internet intrinsecamente costretta, invece, lei, a bucare il futuro , a "marciare allo stato dell' arte"
    • l' inesausto recursivo ben noto capitolo intitolato "ecc. ecc. ecc."

    Una classe politica unanime (si parlava sopra di gioco irresponsabile, e di stile) che sistematicamente in loop prima "perde le occasioni" poi lamenta, senza arrossire, che "purtroppo il treno e' passato" ... sino alla prossima occasione - da perdere , e quindi recriminare.

    "Una nota sulla Olivetti", Versione sommaria 0.9, 09-02-2011 ... sino alla prossima

    6.6. Bibliografia essenziale

  • Le fonti cruciali sono [ancora una volta] le testimonianze dei protagonisti
  • http://cctld.it ringrazia particolarmente Franco Filippazzi
  • Di seguito bibliografia essenziale
  • Cartacea

    • "Informatica: un' occasione perduta", Soria L.
      • Einaudi, 1979
    • "Sulla storia e preistoria del calcolo automatico e dell' informatica" Convegno internazionale 10-11-12 Settembre 1991 Atti
      • Accademia dei fisiocritici, A.I.C.A. Universita' degli Studi di Siena, 1991
    • "La cultura informatica in Italia; riflessioni e testimonianze sulle origini 1950-1970" Cuzzer A. (a cura di) : Costanza, Cuzzer, Dadda, Ercoli, Leonardi & Tedoldi, Lepschy, Losano, Novara, P.M. Manacorda, Sacerdoti & Ranci, Somenzi
      • Bollati-Boringhieri, 1993.
    • "Un Museo Virtuale sulla Storia dell' Informatica in Italia" Andronico, Aparo, Biondi, Cecchini, Cioni, Dadda, Denoth, Filippazzi, Savino, Rigotelli, Sacerdoti, Pistelli
      • Atti del Convegno, Certosa di Pontignano, Siena, 18 Ottobre 1997
    • "The Early Computers of Italy" De Marco, Mainetto, Pisani Savino
      • IEEE Annals of the History of Computing, Vol. 21, No. 4, 1999
    • "Per una storia del Consiglio Nazionale delle Ricerche" Simili R., Paoloni G. (a cura di)
      • Laterza, 2001
    • "L' Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Storia di una comunita' di ricerca" Giovanni Battimelli (a cura di)
      • Laterza, 2001
    • "Il declino dell' Italia industriale" Gallino L.
      • Einaudi, 2003
    • "Bit Generation" Mario Bolognani
      • Editori Riuniti, 2004
    • "La nascita dell' informatica in Italia" Ballio, Dadda, De Lotti, Derrari, Filippazzi, Maestrini, Nastasi, Renzi, Piol, Vannucchi
      • Polipress, 2004
    • "50 anni di informatica in Italia" Bonfanti, Dadda, Denoth, Di Giorgio, Filippazzi, Nastasi, Paoloni
      • PRISTEM STORIA, Bocconi, 2005

    Online

    • Andronico, Cioni, De Marco, Mainetto "I primi computer italiani"
    • Bonfanti C, "Mezzo secolo di futuro"
    • Maestrini P. "Una storia che sembra una leggenda"
    • Perotto P. "Programma 101"

    Riferimenti affaire Olivetti in http://cctld.it

    Riferimenti affaire Olivetti in http://public.it

    • critiche fondamentali della ragion di Stato index
      • [1] federalismo
      • [2] consigli
      • [3] comunita'
      • [4] critiche speciali di modelli centralizzati
    • Una nota sul caso Olivetti

    Fonti originali

    • Interviste a Franco Filippazzi
    • Archivio Franco Filippazzi
    • Interviste a Maurizio Parini

    7. Internetworking

    7.1 INTERCONNESSIONE DI MACCHINE, DI RETI - ARPAnet

    Biorci
    Blasco Bonito
    Capriz
    Lenzini
    Kahn
    Sommani
    • [...] Nel 1978 il CNR istituì la Commissione Generale per l'Informatica, destinata a coordinare gli interventi infrastrutturali del CNR nel campo dei calcolatori, e a me ne fu affidata la presidenza, che tenni fino al 1988, quando l'istituzione del Comitato Informatica consentì lo scioglimento della Commissione.
    • [...] Diversi ricercatori del CNR, alcuni dei quali siedono oggi in questa sala, si incontrarono con Bob Kahn, uno dei padri di INTERNET che allora non si chiamava così, ma ARPA.
    • [...] Da quell'incontro, e dalle trattative che lo seguirono, nacque un atto storico e importante, cioè una convenzione fra CNR, Italcable e Telespazio che consentì di stabilire un collegamento fra ARPA e l'Italia.
  • Giuseppe Biorci INTERNET Quale futuro in Italia?
  • Comunicazione al CO.ES.IN. 6 Novembre 2000
    • [...] L' obiettivo era quello di fare un esperimento europeo con satellite, basato sul packet switching [...]
    • In questi approcci io conobbi il professor Kirstein : “Ma perché anche voi a Pisa non entrate dentro ad ARPANET?”
    • [...] Incominciai a parlarne con Biorci: “Si', vai pure avanti”
    • [...] Bob Kahn era amico di Kirstein, che gli parlò molto bene del CNUCE - e passò da Pisa ...
    • Luciano Lenzini Intervista 2 Novembre 2004
    • Archivio htttp://cctld.it
    • [...] Su iniziativa del CNR si tiene a Roma presso la sede centrale del CNR, p.le Aldo Moro 7, una riunione tra i rappresentanti del CNR, Ministero della Difesa italiano, TELESPAZIO, ITALCABLE e il prof. Robert KAHN del Department of Defense USA per valutare la possibilità di istallare anche in Italia un nodo della rete SATNET.
    • [...] Il Prof Kahn ha più volte sottolineato l’importanza che anche in Italia potrebbe avere una collaborazione fra CNR e Ministero della Difesa nell’ambito della rete ARPANET e che comunque l’istallazione di un nodo SATNET in Italia deve ricevere l’avallo del Ministero stesso.
    • Bozza verbale CNR-Difesa-DoD 13 Giugno 1980
    • Archivio http://cctld.it
    • [...] The SATNET became one of the three initial networks in the then nascent Internet. Prior to this, there was a single point-to-point connection at lower speed between the ARPANET in the US and an ARPANET node in Norway.
    • [...] A 9.6 Kbps line was connected between the node in Norway and another ARPANET node in London.
    • [...] Each time a new line was added in this fashion, CCITT regulations required that all the participating carriers had to approve. It became increasingly difficult to add lines and the SATNET was pursued as an alternative to the use of multiple point-to-point ARPANET lines.
    • [...] Germany and Italy were the fourth and fifth participants in the project. All the participants could now interact with each other via SATNET and with others that could communicate using the TCP/IP protocols.
    • [...] CNUCE in Pisa was the lead participant in Italy.
    • Bob Kahn Corrispondenza Febbraio ~ Maggio 2006
    • Archivio http://cctld.it
    • [...] Nel 1981 il CNUCE (CNR - Pisa) e il CAMEN (Centro Applicazioni Militari Energia Nucleare - Pisa) avevano inoltrato al DoD attraverso il Ministero della Difesa la richiesta di partecipare alla rete ARPA (che nel 1983 adottera' il protocollo IPv4, usato ancora nell' internet attuale).
    • [...] Nel 1986 si raccolgono i frutti della richiesta inviata al DoD nel 1981: il CNUCE viene collegato a Internet.
    • [...] La rete è ancora chiamata ARPA . Il collegamento usa un canale satellitare da 64Kb/s condiviso fra 7 stazioni terrestri . Il router è un “Butterfly gateway” della BBN più grande di un frigorifero .
    • [...] Il protocollo IP viene messo su tutti i principali computer della LAN del CNUCE, IBM compreso
  • Marco Sommani Intervista 25 Agosto 2004
  • Archivio http://cctld.it
    • [...] Aprile 1986 … Il link ARPAnet fu realizzato in progetto misto accademico-militare di collegamento satellitare transatlantico …noi avevamo un canale a 64 k in condivisione sul satellite … ITALCABLE per il collegamento fra centrali telefoniche internazionali … antenna TELESPAZIO a qualche centinaio di km, al Fucino … le tratte SIP Fucino-Pisa … un ip assegnato su rete SATNET … un gateway Butterfly … un PDP 11 con sistema operativo dedicato …
    • [...] Aprile 1986 : primo contatto … col centro di telecomunicazioni in Virginia dove ovviamente, a differenza di noi , tutta la catena era integrata …
    • Antonio Blasco Bonito Intervista 26 Agosto 2004
    • Archivio http://cctld.it

    7.2. INTERCONNESSIONE DI MACCHINE, DI RETI - TCP/IP

    Allocchio
    Blasco Bonito
    Capriz
    Lenzini
    Liello
    Marino
    Sommani
    Valente
    • Fino ad ora il calcolatore e' stato esaminato come macchina singola ... In questo ultimo decennio tuttavia si e' assistito anche al moltiplicarsi di studi e realizzazioni di "reti di calcolatori" sia con collegamento di tipo locale [...] sia con collegamenti di tipo remoto realizzati utilizzando i normali canali telefonici di comunicazione a grande distanza e quelli via satellitare.
    • E poiche' reti di questo tipo esistono gia' su scala nazionale, europea e intercontinentale, siamo ormai entrati nel periodo della "telematica", cioe' in un periodo caratterizzato da quel complesso di scienze e tecniche che nascono dallo sposalizio dei sistemi di telecomunicazione con quelli dell' informatica.
    • Il problema tecnico di cui sono gia' state sperimentate varie soluzioni ed esistono gia' le prime realizzazioni e' quello di una crescente integrazione dei metodi e dei mezzi di trasmissione dei dati, fonica, radio e televisiva allo scopo di arrivare ad una rete "unica" di telecomunicazione nazionale ed internazionale che trasmetta indifferentemente ogni tipo di informazione [...]
    • I calcolatori potrebbero collegarsi in qualsiasi momento alla rete di telecomunicazioni per formare una rete di calcolatori, e un qualsiasi utente della rete potrebbe collegarsi con un calcolatore o con un rete di calcolatori per colloquiare con loro.
    • G.B. Gerace
    • INFORMATICA, SOCIETA' E SVILUPPO, Critica marxista, n. 6, 1981

      [...] MACCHINE PER SGRANOCCHIARE NUMERI

    • Per attivita' di ricerca dovevo analizzare una quantita' mostruosa di dati sulle interazioni delle particelle: negli anni '60 lavoravo sugli antiprotoni con le "camere a bolle" come rivelatori di sezioni d' urto, di risonanze e di nuove particelle.
    • Bisognava, ripeto, ricavare analisi statistiche da un grandissimo campione di dati. Le particelle passavano ad una temperatura critica in un liquido composto da idrogeno e deuterio liquido, rilasciavano energia nel loro percorso determinando una ebollizione con formazione di bollicine, la cui sequenza veniva fotografata da un mecanismo sincronizzato (negli anni '70 questa tecnica venne recuperata da una "camera a scintille" e da altri contatori) che generava il "film" del tracciato da cui si toteva ricavare, attraverso complessi calcoli, la ricostruzione spaziale dell' esperimento.
    • Il tutto richiedeva la digitalizzazione con sottomissione ai calcolatori delle misurazioni: all' epoca la percentuale di insuccesso nel processo di calcolo/ricostruzione spaziale si attestava sul 10 %, con necessita' di riprocessare gli eventi per ridurre progressivamente un margine di errore statistico inaccettabile nella ricostruzione della intersezione d' urto.
    • Ci rendiamo conto della complessita': l' esperimento era ripreso da tre macchine sincronizzate, che poi andavano sbobinate e i cui dati venivano tradotti in perforazione di schede di macchine IBM-026 (le macchine Univac arrivarono dopo, verso la fine degli anni '60 e inizio anni '70, al declino della stagione dellle macchine perforatrici).
    • Le schede venivano processate da potentissimi calcolatori elettronici come l' IBM-1620 o l' IBM 7090, prima dell' arrivo della generazione 3xx (IBM360). Verificato l' errore bisognava rimontare i film, correggere manualmente in modo accurato il subset dati della sezione numerata d' errore , e riprocessare ... con risultato al 90% di corretta rappresentazione spaziale e residuo 10% di errore ... e cosi' via ... sino a raggiungere un tollerabile margine di errore sistematico (1/10.000).

      [...] IL NETWORK LOCALE

    • A questo punto abbiamo cercato di sincronizzare ulteriormente la ricognizione del film ancora montato con la ricostruzione spaziale del calcolatore, e abbiamo quindi ben pensato di attaccare quattro fili del telefono fra il PDP 11 e il SIGMA 7 IBM con protocollo in FORTRAN per la realizzazione del link: i dati sbagliati restituivano un errore di ricostruzione spaziale; il fotogramma veniva riprocessato "online" e i dati corretti ritrasmessi. Inoltre si eliminavano i tempi morti dei ricercatori che precedentemente consumavano tempo ad attendere dati mentre con questo processo si poteva quasi in tempo reale passare alla realizzazione grafici, istogrammi - e controllo dell' andamento sperimentale.
    • Avevamo cosi' realizzato una soluzione per cosi' dire "casereccia", un network locale a 2, point to point.
    • Con questo processo riuscivamo a eseguire in 2 anni 4 esperimenti in vece dei 2 esperimenti in 4 anni, che era lo standard precedente.

      ...] La RETE DELL' ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE

    • Gli esperimenti erano allora frazionati: in pratica "pezzi di film", campioni distribuiti fra piu' istituti e piu' laboratori, a Roma Bologna Padova Trieste ... porzioni tutte del medesimo esperimento. Cosi' e' nata quasi automatica l' esigenza di collegare tutte le macchine in rete e concentrare i dati ai fini dell' analisi statistica.
    • Siccome tutte le macchine di acquisizione erano PDP 11 [...] "
  • Enzo Valente Intervista 27 Luglio 2004
  • Archivio htttp://cctld.it
    • Le collaborazioni scientifiche, sia nazionali che internazionali, cui partecipano ricercatori italiani, si fondano sempre piu' sulle reti di elaboratori; non soltanto come mezzo di comunicazione e di trasmissione dati, ma sopratutto come metodo efficace per la distribuzione del lavoro di ricerca su basi geografiche sempre piu' vaste e disperse.
    • [NdR segue disamina reti CILEA CINECA CNR SSATA ENEA INFN]
    • Il prossimo passo da compiere e' ovviamente la interconnessione piena delle reti esistenti in modo tale che, nel caso ideale, l' utente non si accorga nemmeno che egli non sta utilizzando una singola rete, ma piu' reti tra loro intercomunicanti.
    • Raggiungere una effettiva trasparenza di interconnessione richiede ovviamente uno sforzo di integrazione che non puo' non estendersi su un lungo arco di tempo, e che non puo' prescindere dagli sforzi di standardizzazione che si stanno facendo in campo internazionale.
    • Proposta di costituzione di un
    • Gruppo di Armonizzazione delle Reti della Ricerca
    • bozza, 26 Giugno 1988, Fernando Liello, Marco Sommani
    • Archivio http://cctld.it
    • Il networking in Italia non è nato dentro l’università - è nato al CNUCE (almeno io parlo dell’ambiente scientifico) e poi dopo è stato trasportato al CNR - ma prima che il networking venga insegnato dentro all’università.
    • E' nato al CNUCE - come centro di servizio di avanguardia, in grado di sviluppare idee, ricerche, ecc. per rendere il servizio ancora più di avanguardia.
  • Luciano Lenzini Intervista 2 Novembre 2004
  • Archivio htttp://cctld.it
    • Nel contesto le iniziative del CNUCE venivano controllate, incoraggiate e moderate dalla C.G.I. Commissione Generale per l'Informatica del CNR istituita dal 1978. Sotto la presidenza di Biorci, con il costante e determinante ausilio tecnico del CNUCE, quella commissione ha provveduto a trasferire competenza e responsabilità per i servizi di calcolo ad altre realtà nazionali ed a stabilire i collegamenti di RPC/net.
    • E mentre, purtroppo a me sembra, si e' voluto sacrificare l' ambizione del CNUCE di rimanere il polo massimo per elaborazioni massicce, non si è potuto sopprimere il ruolo di quell' istituto nelle azioni successive di progetto, realizzazione e gestione delle reti.
    • Gianfranco Capriz Memoriale 15 luglio 2005
    • Archivio http://cctld.it

      [LE MACCHINE, LE RETI]

    • […] Finito il liceo sono venuto a Trieste, mi sono iscritto a Fisica : al primo anno eravamo in 50, al secondo in 10 (sopravvissuti) … e in tre piu' o meno autorizzati {:-} a mettere le mani addosso ad un HP 2100 S ... un oggetto che per farlo funzionare e partire bisognava andare a mano, scrivere - accendendo e spegnendo le lucette - l'indirizzo binario, il primo indirizzo di memoria di bootstrap, mettere dentro un nastro di carta che leggeva il codice di bootstrap; dopo di che capiva che era un disco, andava sul disco che era un floppy largo 40 centimetri e partiva. L'output era una telescrivente militare riconvertita in terminale con stampante a 80 ad aghi .
    • […]. Io allora facevo Astrofisica, non facevo fisica delle particelle … … e la Margherita Hack (una gran una persona, che sa veramente quello che vuole - e lo ha dimostrato) chiamava il calcolatore "quel televisore con attaccata una tastiera - spegnetelo che fa rumore". Nell' osservatorio astronomico c' era anche un PDP 11 e quando abbiamo montato il VAX 750 dietro c' era una una porta seriale a 9600 … quindi io ci sono entrato dentro per vedere cosa ci fosse: scheda DECNET annegata sulla motherboard con tanto di manuale … e c'erano i programmi compresi nel sistema operativo.
    • […] Domanda "… una scelta strategica …"
    • Una scelta strategica. La DIGITAL aveva già detto "I miei calcolatori vanno in rete". Sui PDP dovevi comprare la scheda per andare in rete. Gli IBM per andare in rete avevano bisogno di un altro calcolatore.
    • […] Tra le prime cose che io facevo c'erano programmi per elaborazione di immagini, trasformate di Fourier … computer graphic a tutto spiano (tra l'altro un software di quelli che noi avevamo fatto all'osservatorio astronomico l'abbiamo venduto all'ESA e alla NASA che hanno buttato via il loro ed usato il nostro).
    • […] Fino a quando salta fuori che serviva assolutamente qualcuno che ci capisse di elaborazione immagini a Ginevra.
    • […] Al CERN, dove ritrovo VAX … e la rete [GANDALF] di terminali per mandare i job al loro calcolatore centrale, uno dei tanti mega IBM che il CERN ha sempre avuto […]

      [I PROTOCOLLI DI COMUNICAZIONE]

    • […] Alla fine il protocollo sarebbe stato uno. Era comunque l'epoca di quella che chiamano "la guerra di religione tra i protocolli". Ognuno aveva i suoi amori e i suoi interessi: quelli con DECNET, quelli con SNA IBM, quelli con X25, quelli pazzi che stavano sperimentando TCP/IP
    • […] Visto che tutti volevano avere il filo fatto a modo loro, via con il Time Division Multiplexing TDM (la macchina era il Multiplexer).
    • Un attimo IP, un attimo DECNET, un attimo SNA e un attimo X25. Il vantaggio di questo accrocchio terrificante è che era tarabile per cui il filo era sempre quello e a seconda dell'uso o dell'evoluzione che ti serviva tu allargavi o restringevi il rubinetto ad uno dei protocolli. Per cui quando ci siamo accorti che X25 lo usavano sempre di meno gli abbiamo stretto sempre di più il rubinetto finché alla fine è stato spento e man mano allargavi DECNET e IP - che all'inizio era piccolo piccolo - visto che cominciava a funzionare, lo allargavi sempre di più.
    • […] Domanda "Diciamo che dal '92 al '94-95 ci sarà stata una cesura, un momento magico in cui s'è visto dove si andava a finire ..."
    • Nel '95 s' è visto che tutti volevano IP […]
  • Claudio Allocchio Interviste, 16 Luglio 2004, 30 Dicembre 2004
  • Archivio http://cctld.it
    • [UOMO ~ MACCHINA]

    • […] Per noi di una certa generazione il C è autodocumentale, nasce apposta per quello, non c'è bisogno di manuali
    • […] Ho imparato prima l'Assembler del C. Il C l'ho visto come un modo per programmare meglio la macchina, poi son salito man mano. […]

      [UNIX ~ TCP-IP]

    • […] Poi c'erano i dialetti. C'era quello di AT&T, il System V e quello sviluppato a Berkeley, BSD, il BSD, 4.1 e 4.2
    • […] Mi ricordo che uno dei primi lavori con le reti è stato nell' 83 quando sono andato a Dublino (in un convegno dell'associazione europea di utenti Unix), dove si rivedevano le bucce della parte di networking dell' Unix di Berkeley, il primo che ha usato TCP
    • […] Il mondo Unix, che poi è stato il mondo delle reti, io l' ho conosciuto lì, allora. C' era uno di Berkeley che subito dopo che io ho parlato ha detto "Adesso abbiamo il network file system, cento macchine in rete, siamo standard TCP/IP". […]

      [INTERNETWORKING]

    • […] Ho trovato un ambiente bellissimo, completamente diverso da quello che è l'accademia italiana. Me lo ricordo perché è stato veramente un giro di boa: questa è gente con cui mi piace stare insieme.
    • Mentre noi siamo qui a bisticciarci per i collegamenti in porte seriali tra una macchina e l'altra questi c' hanno l' ethernet.
    • […] Io dentro il mio dipartimento sono diventato quello che faceva funzionare i laboratori. […]
  • Joy Marino Intervista 26 Luglio 2004
  • Archivio http://cctld.it
    • […] C' e' stata per anni una "guerra di religione" che poi nascondeva interessi economici poiche' tcp-ip era appoggiato da DARPA e parti importanti della ricerca e del governo U.S.A. e OSI veniva appoggiato dalla Comunita' Europea e sponsorizzato dalla parte economica, industriale e commerciale, guidata dalla DEC - con IBM che sostanzialmente spingeva le reti proprietarie proprie.
    • […] Nel CNUCE non disponevamo di UNIX, malgrado alcune spinte, malgrado il fatto che qualcuno si fosse procurato da Berkeley i nastri del sistema operativo (che implementava tcp-ip) ma il gruppo reti (Lenzini Bonito Gregori Mannocci Sommani Zucchelli) proseguiva in quella direzione … e le cose che noi stavamo ricercando come impostazioni di comunicazione le abbiamo ritrovate gia' inquadrate nell' architettura di uno flessibile strato Internet Protocol che consentiva applicazioni e sviluppo.
  • Antonio Blasco Bonito Intervista 26 Agosto 2004
  • Archivio http://cctld.it
  • Perchè Internet prevale sull’OSI?

    • I gruppi di lavoro (IETF) sono aperti a tutti
      • Nessuna ratifica governativa per partecipare
    • Tutta la documentazione, anche se relativa a lavori in corso, è disponibile gratuitamente via rete
      • ISO e ITU vendono i documenti usando, fino a tempi recenti, solo la posta
    • Un protocollo è proposto come standard solo se ne esistono almeno due implementazioni interoperanti (spesso codice free)
    • La maggior parte dei software per inserire l’IP nei sistemi operativi sono gratuiti o a basso costo
      • Per l’OSI esistono solo realizzazioni incomplete, spesso non interoperanti, dai costi proibitivi
    • L’assegnazione di indirizzi, nomi, etc. è interamente in mano a Internet
    • Marco Sommani Intervista 25 Agosto 2004
    • Archivio http://cctld.it

    7.3. INTERCONNESSIONE DI MACCHINE, DI RETI - DNS

    7.3.1 Corrispondenza DIST-UniGE e CNUCE @ sri-nic.arpa per il ccTLD "IT"

    Berni
    Blasco Bonito
    Marino
    Postel
    Sommani
    Trumpy
    • Corrispondenza fra CNUCE Pisa e DIST Genova con sri-nic ARPA
      • da 14 Ottobre 1987
      • a 16 Dicembre 1987
    • Archivio http://cctld.it

    7.3.2 Il NIS GARR

    Abba
    Blasco Bonito
    Martinelli
    Sommani
    Vannozzi

    7.3.3 Sinottica CEP ~ CSCE ~ CNUCE ~ IEI ~ ISTI ~ IAT ~ IIT ~ ccTLD "IT"

    . CEP-CSCE CNUCE IEI ISTI IAT IIT ccTLD IT
    Torrigiani . I Direttore . . . . .
    Capriz . II Direttore I Direttore . . . .
    Trumpy . III Direttore . . . . I Admin
    Denoth Researcher . II Direttore . I Direttore I Direttore II Admin
    Gregori . Researcher . . . II Direttore III Admin
    Laforenza . Researcher . Board . III Direttore IV Admin.

    .

    Torrigiani
    Capriz
    Trumpy
    Denoth
    Gregori
    Laforenza

    8. I futuri generati dalla CEP e dal CSCE

    1. Vi e' un' eco amarissima nella parole sora citate di Faedo del 1967, rilasciate alla consumazione dell' esperienza elettronica olivettiana - e dalla drammatica evidenza di dimissione degli establishment polititico economici ["sistema paese"] dagli assetti geopolitici dell' elettronica.

    Ma v' e' pure in esse la rivendicazione della originaria progettazione informatica locale, da disseminare negli organi accademici e di ricerca .

    • Il 5 Luglio 1965, ad esaurimento di esercizio della CEP, viene inaugurato in Universita' (passera' al CNR nel 1974) il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico CNUCE convenzionato ad IBM per munifica donazione di un 7090 pilotata da Faedo ancora, d' intesa col leader IBM Italia Carlo Santacroce, di formazione "pisana" pure lui ovviamente, e con Eugenio Fubini Vicepresidente internazionale di IBM, sodale di Faedo dagli anni '30: Alessandro assistente di Federigo Enriques, Eugenio di … Enrico Fermi.
    • Nel 1968 il il CSCE (trasferito anch' esso dall' Universita' al CNR, nel 1962) si trasforma nell' Istituto di Elaborazione della Informazione IEI.
    • Il 17 novembre 1969, Faedo, divenuto Rettore dell'Università di Pisa, inaugura il primo Corso di Laurea e Istituto in Scienze dell'Informazione [oggi Dipartimento di Informatica].
    • Nel Settembre 2000 confluiranno nello Istituto di Scienza e Tecnologia dell' Informazione ISTI suggestivamente intitolato al nome (e all' opera di una vita) di Alessandro Faedo, sia lo IEI che il CNUCE.

    Si sviluppa in somma una complessa stagione, ancor oggi inesausta, di aggiornamento e revisione delle interazioni fra formazione, ricerca, sviluppo, applicazioni, servizi.

    [2] Per cui non e' forse inutile distribuire i titoli di una interconnessione obiettiva: sino alla logica della reti di calcolatori (ben radicata, come si puo' desumere anche solo dalle poche, ma illuminanti si spera, citazioni di Gerace e Liello-Sommani).

    Si rinvia ad altre fonti e ricerche per l' approfondimento

    • dell' orizzonte nazionale di dibattito sulla informazone~automatica, dedicato alla cibernetica e alla intelligenza artificiale sostanzialmente: vi ritroviamo (vedi gli indici dei principali Atti) una combattiva pattuglia di "tecnici": Bernardini, Capriz, Caracciolo di Forino, Conversi, Faedo, Fubini, Torrigiani; ma pure Busa e Zampolli pionieri della scuola supportata dal 1967 nella Divisione di Linguistica Computazionale del CNUCE (dal 1978 Istituto di Linguistica Computazionale del CNR); e in somma una qualificata fetta di "specialisti" di rango nazionale con eminente rappresentanza, per il nostro filo di discorso, di ... ingegneri che parlano con i fisici che parlano con i matematici ... che parlano solo con Dio, come ricorda Rita Levi Montalcini commemorando Vito Volterra fondatore e primo Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche;
    • del ruolo del Dipartimento di Informatica Sistemistica e Telematica DIST di Genova;
    • del ruolo del Gruppo di Armonizzazione delle Reti della Ricerca GARR
    • dello sviluppo e insediamento di applicazioni e servizi di rete nel Consiglio Nazionale delle Ricerche CNR;
    • della complessa sociologia internetworking che esplodera' dalla meta' anni '90;
    • dei nodi economici e business allora innescati;
    • delle fissioni generate da una evoluzione distruttiva ad interfaccie sempre piu' mobili - connessioni sempre piu' eteree, servizi sempre piu' integrati;
    • di una combattuta coeva ed ancor oggi ingaggiata stagione politica ed istituzionale di definizione di regole, responsabilita', diritti di rete - in rete: ubiquitous internet, the internet is for everyone;
    • [...]

    [3] E' bastato qui distribuire una documentazione essenziale di come, in radice, e' proprio dalla originaria visione di un polo informatico agganciato al contesto internazionale (estrema consulenza rilasciata in assoluta intimita' dall' antico "normalista" Fermi alla Alma Mater sua Universita') che si snoda e concatena la ricerca dell' internetworking pisano.

    [4] Non senza passaggi tormentati, che costantemente ripropongono la missione propria di aggiornare, interconnettere, armonizzare le risorse dell' internet.

    La nota di Capriz rinvia alla controversa estinzione del CNUCE. In un' onda alta del suo sviluppo, allo stato del 1990 (direzione Trumpy), a un quarto di secolo dalla fondazione, il Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico era uno dei sette Istituti piu' impegnativi del CNR: 122 ricercatori distribuiti fra Sistemi informativi, Architetture hardware e software, Calcolo vettoriale e parallelo, Dimensionamento e Valutazione di sistemi informatici, Dinamica di volo satellitare, Meccanica dei materiali e delle strutture, Elaborazione immagini, Sistemi di Calcolo territoriale, Informatica musicale ...

    • Architetture di Reti a Larga Banda (responsabile Lenzini, gia' nel 1971-1972 "in missione" di studio sul packet switching al centro scientifico IBM di Cambridge, Massachusetts, su mandato del primo direttore dell' Istituto Guido Torrigiani)
    • Infrastrutture di Reti per la Ricerca (responsabile Sommani)

    Nella sua intensissima stagione una visionaria ricerca assolutamente figlia a quella tracciata da Fermi

    • sviluppo' con lungimiranza propulsiva anche in Europa l' aggancio ad ARPAnet, quindi all' internet, in sponda con i pionieri transatlantici (Cerf Kahn Postel...) della combattuta disputa internazionale per la diffusione di TCP-IP;
    • promosse con l' Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN la partnership italiana al processo costituente della Internet Society, rappresentandovi il CNR;
    • contribui' all' appassionante armonizzazione delle reti della ricerca;
    • assunse la delega IANA originaria del country code Top Level Domain "IT" (di cui il Network Informatione Service NIS del GARR fu primo ufficio operativo di registro);
    • genero', per l' esercizio DNS dei parametri e servizi connessi al ccTLD "IT", lo Istituto per le Applicazioni Telematiche IAT, ora Istituto di Informatica e Telematica IIT.

    [5] Ma questa pure e' vicenda dell' oggi, ovvero storia di futuro.

    • a cura di http://cctld.it 11 Agosto 2007 versione sommaria 1.93

    9. Iconografia

    • Le immagini della corrispondenza Fermi-Avanzi, della inaugurazione C.E.P, delle versioni Ridotta e Definitiva della Calcolatrice Elettronica Pisana, sono tratte dallo Archivio fotografico della Universita' di Pisa .
    • Le immagini 4.3.4 e 4.3.5 provengono dallo archivio Andronico
    • http://cctld.it ringrazia particolarmente Alfio Andronico per mmagini C.E.P., Franco Filippazzi per immagini ELEA e LRE, Daniele Ronco dello Archivio Generale della Universita' di Pisa .

    10. Biografie

  • Martinelli
  • Marino
  • Sommani
  • Torrigiani
  • Trumpy
  • Valente
  • Vannozzi
  • 11. Fonti e ricerche per una storia dell' internetworking in Italia

    Fonti Automazione
  • [a cura di http://cctld.it]
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  • Fonti Informazione
  • [a cura di http://cctld.it]
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  • L' uomo e la Macchina
  • [a cura di http://cctld.it]
  • [whois output for: cctld.it - Created: 2001-10-17 00:00:00]
  • La CEP , l' ELEA , le reti ...
  • [a cura di http://cctld.it]
  • [whois output for: cctld.it - Created: 2001-10-17 00:00:00]
  • Il country code Top Level Domain .IT genesi 1954-1987
  • [a cura di http://cctld.it]
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  • Grezzo di archivi , timelines , keywords , interviste, memo, biografie
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  • CEP
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